Nel sito ” m.businessonline.it” ho trovato un articolo molto interessante sul diverso atteggiamento assunto dagli Imprenditori nel mercato di oggi, che voglio condividere con voi:

– puntare la propria strategia al contenimento dei costi o alla qualità, innovazione e al marchio?

Qualità, innovazione e marchio: strategie vincenti anche nei ricavi rispetto alle aziende che si concentrano solo ad abbassare i costi secondo ricerca Bocconi 2011

Lo studio dell’Università Bocconi dimostra come le Aziende Value pur investendo nella qualità riescano a fatturare quanto le aziende orientate al contenimento dei costi.

Qualità e innovazione sono le fondamenta su cui si fonda la crescita aziendale. Quando si parla di innovazione aziendale si fa soprattutto riferimento ai cambiamenti che producono miglioramenti, ottimizzazione di costi, di fatturato e di performance. L’innovazione mira svilupparecompetitività, ogni cambiamento è di per sè innovativo ma in azienda il cambiamento diventa innovazione quando aumenta la capacità di competere sui mercati.

L’innovazione parte dalle risorse umane: non esiste tecnologia che non abbia bisogno di un supporto di impegno, capacità e volontà delle persone e nessuna tecnologia è in grado sviluppare competitività quanto motivazione, preparazione e volontà di un lavoratore che mira ad ottenere sempre migliori risultati. Da uno studio condotto dalla Bocconi è emerso che le aziende che concorrono sul prezzo o sulla qualità ottengono risultati economici simili ma la qualità crea più valore durevole. Oggi è possibile innovare puntando infatti sulla qualità, in ogni sua forma.

Secondo i risultati della ricerca, un’azienda che investe di più per garantire una maggiore qualità e valore ai propri prodotti e servizi non è penalizzata e non cresce meno di aziende che mirano invece a crescere contenendo i costi, talvolta a discapito della qualità. Il risultato illustrato dallo studio sulle aziende europee condotto dal CReSV Bocconi, Centro di ricerche su Sostenibilità e valore, in collaborazione con Fondazione Ernesto Illy e Centromarca, Associazione italiana dell’Industria di Marca, ha messo in luce, infatti, come le aziende orientate alla qualità e al valore siano più attente alle esigenze della società.

La prima parte della ricerca ha studiato il campione delle oltre 100 aziende prese in esame che competono sul prezzo e realtà che puntano alla qualità, per poi paragonare le rispettive capacità di generare valore economico e dal confronto, per il periodo 2000-2009, emerge che “le aziende che concentrano la strategia sull’investimento di lungo periodo e dunque su qualità e valore (value) generano mediamente un rapporto tra EBITDA su fatturato di poco inferiore al 16%, contro il 13% generato dalle aziende orientate prevalentemente al contenimento dei costi e alla salvaguardia dei risultati economici di più breve periodo (cost)”, come ha spiegato Maurizio Dallocchio, Nomura Chair of Corporate Finance alla Bocconi e coordinatore scientifico della ricerca.

Analizzando poi la diversa capacità fra le due tipologie di aziende nel creare un valore più ampio per tutti i portatori di interesse che si relazionano con la società (gli stakeholders), e dunque di garantire una maggiore sostenibilità di lungo termine, i risultati evidenziano lasuperiorità delle aziende value, che soddisfano meglio le esigenze della società, a tutti i livelli, dai dipendenti ai clienti, dalla comunità all’ambiente.

Ed è proprio l’attenzione per l’ambiente, il punto su cui si distinguono le aziende value. Una specifica strategia ambientale è, per esempio, formulata dal 55% delle aziende alimentari che puntano alla qualità, contro il solo 5% delle cost, e dall’84% delle aziende value della grande distribuzione, contro il 27% di quelle cost.

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